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Messaggio di avviso

Piano annuale per l’inclusività
A.S. 2018/2019

 


La finalità generale del sistema educativo consiste nel promuovere l’apprendimento, in coerenza con le attitudini e le scelte personali, e nell’assicurare a tutti pari opportunità di raggiungere elevati livelli culturali, entro i limiti delle proprie possibilità. La normativa recente ribadisce l’importanza della strategia inclusiva della scuola italiana e orienta le singole scuole verso il percorso di inclusione scolastica e la realizzazione del diritto all’apprendimento per tutti gli studenti in situazioni di difficoltà.
L'istruzione inclusiva è una necessità di base. Dobbiamo porre i nostri allievi più vulnerabili al centro delle nostre azioni volte a consentire a tutti di vivere meglio.

Il concetto di "Inclusione" si applica a tutti gli alunni, come garanzia diffusa e stabile di poter partecipare alla vita scolastica e di raggiungere il massimo possibile in termini di apprendimenti e partecipazione sociale
Ogni persona va considerata nella sua totalità, in una prospettiva bio-psico-sociale prescindendo da preclusive tipizzazioni.
La Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 ricorda che “ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta”.
Leggere le situazioni di alcuni alunni attraverso il concetto di Bisogno Educativo Speciale (B.E.S) può far
fare alla Scuola un significativo passo in avanti verso la piena inclusione;
Il concetto di Bisogno Educativo Speciale è una macrocategoria che comprende dentro di sé tutte le possibili difficoltà educative - apprenditive degli alunni, sia le situazioni di disabilità riconducibili alla tutela
della L.104 all'articolo 3, sia i disturbi evolutivi specifici sia le altre situazioni di problematicità psicologica, comportamentale, relazionale, apprenditiva, di contesto socioeconomico, ambientale, linguistico – culturale. Il “Bisogno Educativo Speciale” non va visto come una diagnosi clinica, ma una dimensione pedagogicopolitica.
Le recenti disposizioni ministeriali sostengono e valorizzano il ruolo pedagogico e didattico del team docenti e del consiglio di classe nell’individuazione dell’alunno come alunno con BES; ai docenti non è richiesto di fare diagnosi, ovviamente, ma di riconoscere una situazione di problematicità.
Le recenti disposizioni ministeriali riconoscono agli insegnanti la possibilità di individuare l’alunno con BES sulla base di “ben fondate considerazioni pedagogiche e didattiche” consentendo alla scuola di riappropriarsi di un forte ruolo che le e’ proprio.
L’estensione del diritto alla personalizzazione dei percorsi formativi e di valutazione anche ad alunni non compresi prima nella legge 104/92 e poi nella Legge 170/2010, e’ una scelta importante che favorisce politiche scolastiche più eque ed inclusive: alunni che prima non erano individuati come portatori di bisogni e tutelati in questo senso, ora lo possono essere.
Visto che la presenza di alunni con bisogni educativi speciali nel nostro istituto ha assunto una dimensione strutturale ed una rilevanza numerica significativa, l’Istituto “G. A. Pischedda” si propone di incrementare la cultura dell’inclusione per rispondere in modo efficace alle necessità di ogni alunno.
Il P.A.I. è lo strumento per la progettazione dell’offerta formativa in senso inclusivo, è lo sfondo ed il fondamento sul quale sviluppare una didattica attenta ai bisogni di ciascuno nel realizzare gli obiettivi comuni, le linee guida per un concreto impegno programmatico per l’inclusione, basato su una attenta lettura del grado di inclusività della scuola e su obiettivi di miglioramento. Tali obiettivi sono da perseguire promuovendo trasversalità delle prassi di inclusione negli ambiti dell’insegnamento curricolare, ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE G.A. PISCHEDDA - C.F. 01343680912 C.M. ORIS00800B - AOO_OR_0001 - PROTOCOLLO GENERALE
Prot. 0004857/U del 18/06/2018 13:44:23 rimodulando la gestione delle classi e l’organizzazione dei tempi e degli spazi scolastici, facilitando la relazioni tra docenti, alunni e famiglie.
Il Piano intende raccogliere in un quadro organico gli interventi intrapresi per affrontare le problematiche relative all’inclusività degli alunni con bisogni educativi speciali. Tali interventi coinvolgono soggetti diversi, insegnanti, famiglie, équipe medica, esperti esterni che, all’interno dell’istituzione scolastica, devono essere gestiti attraverso l’integrazione del contributo delle diverse professionalità coinvolte.
Il presente Piano intende offrire uno strumento utile per organizzare e pianificare tutte le azioni necessarie ad una didattica efficace da esplicitare nelle diverse situazioni.
A tal fine si intende:
• creare un ambiente accogliente ed integrante
(questo concetto non deve essere limitato ai soli alunni ma a tutti i componenti la comunità educante,
“ l’educatore che opera con motivazione e soddisfazione trasmette queste emozioni ai propri allievi”)
• promuovere l’attiva partecipazione di tutti gli studenti al processo di apprendimento
• centrare l’intervento sulla classe in funzione dell’alunno
• promuovere culture politiche e pratiche inclusive attraverso una più stretta collaborazione fra tutte le componenti della comunità educante
Il Piano annuale per l’Inclusività (P.A.I.), previsto dalla Direttiva del 27 dicembre 2012 e dalla C.M. n. 8/2013, intende fornire un elemento di riflessione nella predisposizione del POF, di cui il P.A.I. è parte integrante. Il P.A.I., infatti, non va inteso come un ulteriore adempimento burocratico, bensì come uno strumento che possa contribuire ad accrescere la consapevolezza dell’intera comunità educante sulla centralità e la trasversalità dei processi inclusivi in relazione alla qualità dei “risultati” educativi, per creare un contesto educante dove realizzare concretamente la scuola “per tutti e per ciascuno”.
Parte I – analisi dei punti di forza e di criticità

A. Rilevazione dei BES presenti: n°68
1. disabilità certificate (Legge 104/92 art. 3, commi 1 e 3) 18
Ø  minorativista  
Ø  minoratiudito  
Ø  Psicofisici  
2. disturbi evolutivi specifici  
Ø  DSA 12
Ø  ADHD/DOP  
Ø  Borderlinecognitivo  
Ø  Altro  
3. svantaggio (indicare il disagio prevalente)  
Ø  Socio-economico X
Ø  Linguistico-culturale  
Ø  Disagiocomportamentale/relazionale  
Ø  Altro  
Totali 98
% su popolazione scolastica 10% circa
N° PEI redatti dal Gruppo di Lavoro 18
N° di PDP redatti dai Consigli di classe in presenza di certificazione sanitaria 12
N° di PDP redatti dai Consigli di classe in assenza di certificazione sanitaria  

 

B. Risorse professionali specifiche Prevalentemente utilizzatein… /No
Insegnanti di sostegno Attività individualizzate e di piccolo gruppo Si
  Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.) Si
AEC Attività individualizzate e di piccolo gruppo /
  Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.) /
Assistenti alla comunicazione Attività individualizzate e di piccolo gruppo /
  Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.) Si
Funzioni strumentali / coordinamento   Si

ReferentidiIstituto(disabilità,DSA,

BES)

  Si

Psicopedagogisti eaffini

esterni/interni

  Si
C. Coinvolgimento docenti curricolari Attraverso… /No

 

 

 

 

Coordinatoridiclasseesimili

Partecipazione a GLI Si
Rapporti con famiglie Si
Tutoraggio alunni No
Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva Si
Altro:  

 

 

 

 

Docenticonspecificaformazione

Partecipazione a GLI Si
Rapporti con famiglie Si
Tutoraggio alunni No
Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva Si
Altro:  

 

 

 

 

Altri docenti

Partecipazione a GLI Si
Rapporti con famiglie SI
Tutoraggio alunni  
Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva SI
Altro:  

 

 

D. Coinvolgimento personale ATA

Assistenza alunni disabili No
Progettidiinclusione/laboratoriintegrati Si
Altro:  

 

 

 

 

 

E. Coinvolgimento famiglie

Informazione /formazione su genitorialità e psicopedagogia dell’età evolutiva Si
Coinvolgimento in progetti di inclusione Si
Coinvolgimento in attività di promozione della comunità educante Si
Altro:  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

F. Rapporti con servizi sociosanitari territoriali e

Accordidiprogramma/protocollidi intesa formalizzati sulladisabilità Si
Accordidiprogramma/protocollidi intesa formalizzatisudisagioesimili Si
Procedurecondivisedi interventosulla disabilità Si
Procedurecondivisediinterventosu disagio esimili Si
Progetti territoriali integrati Si
Progettiintegratialivellodisingolascuola  
Rapporti con i Servizi Socio-sanitari Territoriali Si
Altro:  

 

 

G. Rapporti con privato sociale e volontariato

Progetti territoriali integrati No
Progettiintegratialivellodisingolascuola Si
Progetti a livello di reti di scuole No

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

H. Formazione docenti

Strategie e metodologie educativo- didattiche / gestione della classe Si
Didattica speciale e progetti educativo- didattici a prevalente tematica inclusiva Si
Didattica interculturale / italiano L2  
Psicologia e psicopatologia dell’età evolutiva (compresi DSA, ADHD, ecc.) Si
Progetti di formazione su specifiche disabilità(autismo,ADHD,Dis.Intellettive, sensoriali…)

 

Si

Altro:  
Sintesi dei punti di forza e di criticità rilevati*: 0 1 2 3 4
Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti nel cambiamento inclusivo         X
Possibilità di strutturare percorsi specifici di formazione e aggiornamento degli insegnanti         X
Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive       X  
Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’interno della scuola       X  
Organizzazione deidiversitipi disostegnopresentiall’esternodellascuola, inrapportoaidiversiserviziesistenti;       X  
Ruolodelle famiglieedella comunitàneldare supportoenel partecipare alledecisioniche riguardanol’organizzazionedelle attivitàeducative         X
Sviluppodiuncurricoloattentoallediversitàeallapromozionedipercorsi formativiinclusivi;       X  
Valorizzazione delle risorse esistenti       X  
Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive utilizzabili per la realizzazione dei progetti di inclusione     X    
Attenzionededicataallefasi ditransizioneche scandisconol’ingressonel sistemascolastico,lacontinuitàtraidiversi ordinidiscuola eilsuccessivo inserimento lavorativo        

 

X

Altro:          
Altro:          
* = 0: per niente 1: poco 2: abbastanza 3: molto 4 moltissimo
Adattato dagli indicatori UNESCO per la valutazione del grado di inclusività dei sistemi scolastici

 

ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA
L’istituto cercherà di migliorare il proprio livello di inclusione coordinando tutti i progetti per alunni con Bisogni Educativi Speciali in una strategia che accresca la capacità della scuola di rispondere ai bisogni delle diversità.


PUNTI DI CRITICITA’ E PUNTI DI FORZA
Per l’attuazione di una concreta politica di inclusione è necessario riscontrare i punti di criticità e i punti di forza attuali della scuola.
Ad oggi si ritiene di dover segnalare, per ovviare, laddove sia nella possibilità, i seguenti punti di criticità:
 Difficoltà nel desumere dalla documentazione presentata per gli alunni neo-iscritti informazioni sufficienti utili a prevedere eventuali BES per l’anno scolastico successivo
 Sporadicità degli incontri con il servizio di Neuropsichiatria Infantile della ASL del Territorio
 Difficoltà nell’attivazione di percorsi sinergici fra le varie figure deputate all’azione educativa


Punti di forza:
o Presenza di funzioni strumentali e gruppi di lavoro
o Collaborazione con i servizi sociali del Comune di Bosa e degli altri comuni
o Collegamento e collaborazione con l’attività del convitto della scuola
Parte II – Obiettivi di incremento dell’ inclusività proposti per il prossimo anno
Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti nel cambiamento inclusivo (chi fa cosa, livelli di responsabilità nelle pratiche di intervento, ecc.)


DESTINATARI
Sono destinatari dell’intervento a favore dell’inclusione scolastica tutti gli alunni con Bisogni
Educativi Speciali comprendenti:
 disabilità (ai sensi della Legge 104/92, Legge 517/77);
 disturbi evolutivi specifici (Legge 170/2010, Legge 53/2003);
 alunni in situazione di disagio socio-economico;


COME LA SCUOLA SI PONE DI FRONTE ALLA TEMATICA INCLUSIONE
Una scuola che vuole erogare un servizio di qualità, cioè efficace ed efficiente in ogni suo elemento, e quindi orientato a soddisfare i bisogni dell’utenza, non può non promuovere sia al suo interno che all’esterno una cultura tesa all’inclusione al fine di:
 ridurre l’insuccesso scolastico,
 arginare la dispersione,
 favorire una cultura di accoglienza degli immigrati e degli stranieri,
 prevenire e arginare il disagio,
 favorire la crescita e lo sviluppo professionale del personale docente e non docente,
 favorire la partecipazione delle famiglie al processo di apprendimento,
 attivare azioni per la promozione culturale del territorio,
 verificare la qualità della formazione dei docenti,
 verificare la qualità del servizio scolastico.
In tal senso la scuola deve divenire una risorsa per tutti i membri della comunità.

Modalità operative
Le modalità operative saranno necessariamente diverse nei casi di:
- alunni con disabilità (ai sensi della Legge 104/92, Legge 517/77);
Uno dei genitori, o chi esercita la potestà genitoriale, deve presentare all’atto dell’iscrizione scolastica la
documentazione rilasciata dal Servizio Sanitario Nazionale (il verbale di accertamento della disabilità
previsto dalla Legge 104/92 con l’eventuale specificazione della gravità e la Diagnosi Funzionale). Ultimate le operazioni di trasferimento della documentazione dalla segreteria della scuola secondaria di primo grado, la scuola prende in carico l’alunno con disabilità e convoca il GLHO (Gruppo di lavoro Operativo sull’alunno con disabilità,composto da: Dirigente scolastico o un suo delegato, i componenti dell’Unità Multidisciplinare dell’ASL, i docenti curriculari e il docente di sostegno della classe, i genitori, eventuali operatori per l’assistenza di base e/o specialistica) con il compito di redigere il PDF e il PEI - Piano Educativo Individualizzato. Per consentire la stesura, l’aggiornamento e la verifica degli interventi sono calendarizzati almeno due incontri per ogni alunno durante l’anno scolastico.
- alunni con “disturbi evolutivi specifici” si intendono, oltre i disturbi specifici dell’apprendimento, anche i deficit del linguaggio, dell’attenzione, dell’iperattività, il ritardo mentale lieve ed il ritardo maturativo, ma anche altre tipologie di deficit o disturbo, quali la sindrome di Asperger, non altrimenti certificate.
I disturbi specifici di apprendimento (Legge 170 dell’ 8 ottobre 2010 e al D.M. 12 luglio 2011) si distinguono in dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia; riguardano alcune specifiche abilità dell’apprendimento di alunni con capacità intellettive adeguate all’età anagrafica. Agli alunni con DSA si applicano i benefici previsti dalla normativa vigente previa presentazione da parte di chi esercita la patria potestà della documentazione sanitaria. La famiglia richiede alla scuola l’elaborazione del PDP (Piano didattico Personalizzato).Entro 3 mesi la scuola si impegna ad elaborare il PDP. Nella predisposizione del documento è fondamentale il coinvolgimento della famiglia. Si prevedono incontri periodici con la famiglia (colloqui, in orario di ricevimento e in occasione dei C.d.C). Nel PDP sono elencate tutte le misure compensative e dispensative che il C.d.C decide di adottare per l’alunno, nonché tutte le strategie didattiche, metodologie e gli strumenti che si ritengano opportuni; sulla base di tale documentazione, nei limiti delle disposizioni vigenti, vengono predisposte le modalità delle prove e delle verifiche in corso d’anno o a fine ciclo. Il PdP va consegnato dal coordinatore alla segreteria didattica che provvederà ad inoltrarne copia alla famiglia, con lettera protocollata; il documento dovrà essere firmato dal Dirigente scolastico, dal C.d.C e dalla famiglia.
- alunni con svantaggio socioeconomico, linguistico,culturale e disagio comportamentale/relazionale.
Tali tipologie di Bes dovranno essere individuate sulla base di elementi oggettivi come, ad esempio, la segnalazione degli operatori dei servizi sociali e della scuola di provenienza oppure di ben fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche.
Gli interventi predisposti potranno essere di carattere transitorio.
Il docente referente che si occupa del disagio, ad inizio ottobre, segnalerà i casi di alunni “a rischio” attraverso incontri con i C.d.C. I docenti saranno invitati a compilare la “Scheda per la rilevazione di alunni in disagio” e comunque a fornire tutte le notizie e i materiali che riterranno necessari. Le segnalazioni potranno avvenire, naturalmente in corso d’anno, qualora se ne presenti la necessità. La scheda elaborata in maniera dettagliata verrà inoltrata dal coordinatore di classe al Dirigente Scolastico. Il Dirigente Scolastico, il docente referente, dopo aver esaminato le relazioni dei casi segnalati, con eventuale consulto di esperti della problematica evidenziata, valuteranno un primo approccio di intervento. Il C.d.C pianifica l’intervento e, se necessario, predispone il piano personalizzato. Al fine di verificare l’efficacia dell’intervento si terranno incontri periodici nell’ambito dei C.d.C programmati, o se necessario, con sedute appositamente convocate. La documentazione prodotta (scheda di rilevazione,PDP,interventi tc.) sarà raccolta nel fascicolo personale riservato dell’alunno.
Soggetti coinvolti
Istituzione scolastica compresa quella di provenienza degli allievi, famiglie, ASL, associazioni ed altri enti presenti sul territorio.

Risorse umane d’istituto:
• Dirigente Scolastico: promuove e sovraintende alle iniziative finalizzate all’ inclusione. Esplicita criteri e procedure di utilizzo funzionale delle risorse professionali presenti.
• Referente per le attività di sostegno: collabora con il Dirigente Scolastico e con il personale della scuola per svolgere: azione di coordinamento delle attività previste per gli alunni con BES, coordinamento per la stesura del PAI e predisposizione di modulistica. Propone azioni di formazione per il personale scolastico e progetti in base ai bisogni educativi emersi nell’Istituto. Cura la creazione di un archivio e di una banca dati di proposte didattiche integrate fruibili dai docenti, materiali inerenti le metodologie e le strategie didattiche. E’referente per i rapporti interistituzionali e partecipazione al gruppo CTS provinciale.
Collabora con il Dirigente Scolastico e con il personale della scuola per svolgere : azione di accoglienza e tutoraggio dei nuovi docenti nell’area sostegno e degli assistenti all’autonomia; azione di coordinamento con l’equipe medica e il GLH provinciale; organizzazione delle attività di sostegno, convocazione del Gruppo di lavoro.
Coordina il Gruppo di Lavoro nello svolgimento delle varie attività.
• Funzione strumentale interventi e servizi per gli studenti: collabora alla stesura della bozza del Piano Annuale dell’Inclusione; Elaborazione di una proposta di PAI (Piano Annuale per l’inclusione) riferito a tutti gli alunni con BES, da redigere al termine di ogni anno scolastico.
Altre figure di supporto
Coordinatore commissione accoglienza /orientamento,
Figura strumentale per l’autovalutazione d’istituto ,
Docenti per le attività di sostegno ,
Coordinatori di classe,
Personale educativo,
Personale ATA,
Organi collegiali
Gruppo di Lavoro per l’ Inclusione svolge i seguenti compiti:
1. Rilevazione dei BES, monitoraggio e valutazione
2. Raccolta e documentazione degli interventi educativo-didattici
3. Consulenza e supporto ai docenti sulle strategie e metodologie di gestione delle classi
4. Raccolta e coordinamento delle proposte formulate dai G.L.H. operativi
5. Elaborazione di un “Piano Annuale per l’Inclusione”
6. Interfaccia con CTS e servizi sociali e sanitari territoriali per attività di formazione, tutoraggio ecc.
Nel mese di giugno discute e recepisce la proposta di “Piano Annuale per l’inclusione”.
Nel mese di settembre adatta la proposta di Piano Annuale per l’inclusione in base alle risorse assegnate
alla scuola.
Consiglio di Classe
Allievi disabili:
-progettazione e verifica del PEI;
-stesura e verifica del PDF.
-individuazione e programmazione delle modalità operative, delle strategie, degli interventi e degli strumenti necessari all’integrazione dell’alunno disabile.
Allievi DSA
Il Consiglio di classe ha il compito di indicare in quali casi sia opportuna e necessaria l’adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative e dispensative sulla base di
considerazioni pedagogiche e didattiche, e sulla base della eventuale documentazione clinica e/o certificazione fornita dalla famiglia.
- Predisposizione del PDP. Il Consiglio di classe deve predisporre un piano didattico personalizzato (PDP) che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare le strategie di intervento più idonee e i criteri di valutazione degli apprendimenti.
Per tutti gli alunni individuati in situazione di svantaggio scolastico Il PDP deve essere firmato dalla famiglia, dal Consiglio di classe e dal Dirigente Scolastico.
Collegio dei Docenti
-Discute e delibera i criteri per l’individuazione degli alunni con BES.
- All’ inizio di ogni anno scolastico discute e delibera gli obiettivi proposti dal GLI da perseguire e le attività da porre in essere che confluiranno nel piano annuale di inclusione.
- Al termine dell’anno scolastico verifica i risultati ottenuti.
Possibilità di strutturare percorsi specifici di formazione e aggiornamento degli insegnanti
La scuola intende promuovere un percorso formativo che offra competenza al corpo docente di ogni classe, in modo che la gestione, la programmazione di passi significativi (per es. il PDP), non sia delegata a qualcuno dei docenti, ma scaturisca da una partecipazione integrale del consiglio di classe.
interventi di formazione su:
· metodologie didattiche e pedagogia inclusiva
· strumenti compensativi e dispensativi per l'inclusione
· nuove tecnologie per l'inclusione
· le norme a favore dell'inclusione
· strumenti di osservazione per l'individuazione dei bisogni
Se non fosse possibile strutturare un percorso su tematiche BES, vengono sempre diffuse le proposte organizzate sul territorio in particolare dal CTS di Oristano o di Sassari.
Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive
Il filo conduttore che guiderà l’azione della scuola sarà quello del diritto all’apprendimento di tutti gli alunni.
Le modalità di valutazione degli alunni faranno riferimento a :
a) principi della valutazione inclusiva:
■ tutte le procedure di valutazione sono usate per promuovere l’apprendimento di tutti gli alunni;
■ tutte le procedure di valutazione sono complementari e fonte di informazione vicendevole;
■ tutte le procedure di valutazione hanno lo scopo di valorizzare la differenza attraverso l’identificazione e la valutazione dei processi e dei miglioramenti dell’apprendimento;
■ le procedure di valutazione sono coerenti e coordinate nella prospettiva dell’obiettivo di potenziare
l’apprendimento e l’insegnamento;
■ la valutazione inclusiva ha l’obiettivo esplicito di prevenire la segregazione evitando l’etichettatura e concentrando l’attenzione sulle pratiche dell’apprendimento e dell’insegnamento che promuovono l’inclusione nelle classi comuni.
Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’interno della scuola
Diverse figure professionali collaborano all’interno dell’istituto: docenti di sostegno contitolari con gli insegnanti di classe. Gli insegnanti di sostegno promuovono attività individualizzate, attività con gruppi eterogenei di alunni. Tutti i soggetti coinvolti si propongono di organizzare le azioni attraverso metodologie funzionali all'inclusione:

• Attività per piccolo gruppi (cooperative learning) • Attività individualizzata (mastery learning) , attività laboratoriali.

Importante è che i docenti predispongano i documenti per lo studio o per i compiti a casa in formato elettronico, affinché essi possano risultare facilmente accessibili agli alunni che utilizzano ausili e computer per svolgere le proprie attività di apprendimento. A questo riguardo risulta utile una diffusa conoscenza delle nuove tecnologie per l'integrazione scolastica, anche in vista delle potenzialità aperte dal libro di testo in formato elettronico. La realizzazione di un archivio dei documenti redatti dai docenti di sostegno utilizzati per facilitare lo studio diventa uno strumento importante di valutazione dell’efficacia delle strategie inclusive .
Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’esterno della scuola, in rapporto ai diversi servizi esistenti
-Coinvolgimento di tutti i Servizi Sociali territoriali che, soprattutto per gli alunni in ingresso, possano orientare il corpo docente nelle strategie da utilizzare per ottimizzare la didattica e l’integrazione degli allievi.
. riproposizione sportelli d’ascolto
· organizzazione di laboratori in piccoli gruppi assegnando ruoli e funzioni in base alle professionalità presenti nella scuola e da svolgersi durante le ore di semiconvitto :
o Laboratorio artistico
o ballo sardo
o Laboratorio musicale
o Laboratorio linguistico
· coordinamento delle attività di alternanza scuola lavoro degli alunni con BES ed attivazione di funzioni di
tutoring
Ruolo delle famiglie e della comunità nel dare supporto e nel partecipare alle decisioni che riguardano l’organizzazione delle attività educative
Le famiglie devono essere coinvolte nei passaggi essenziali del percorso scolastico dei propri figli, anche come assunzione diretta di corresponsabilità educativa.
Le famiglie saranno coinvolte sia in fase di progettazione che di realizzazione degli interventi inclusivi attraverso:
· la condivisione delle scelte effettuate
· un focus group per individuare bisogni e aspettative
· l'attivazione di uno sportello ascolto famiglie/alunni
-presenza di rappresentanti delle famiglie e delle associazioni di famiglie nelle attività del GLI.
-attività di parent trening previsto nel progetto tutti a iscol@ linea C
Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla promozione di percorsi formativi inclusivi
Il C.di C. elabora un PDP (PEI nel caso di alunni con disabilità).
Nel PDP vengono individuati gli obiettivi specifici d’apprendimento, le strategie e le attività educativo/didattiche, le modalità di verifica e valutazione. Pertanto si costruirà un percorso finalizzato a: - rispondere ai bisogni individuali - monitorare la crescita della persona - monitorare l'intero percorso - favorire il successo della persona nel rispetto della propria individualità-identità.

Il PDP deve garantire all’allievo l’opportunità di una didattica il più possibile funzionale al suo modo di apprendere; un buon PDP deriva dunque da una buona comunicazione tra specialisti, scuola e famiglia. Deve prevedere la predisposizione di un programma, un progetto, un insieme di strategie condivise perché il suo scopo è quello di favorire la didattica migliorando sia l’efficienza dell’apprendimento dell’allievo sia l’efficienza e l’efficacia dell’insegnamento del docente.Il PDP deve spiegare quali sono i punti di forza dell’alunno sui quali fare leva, deve rappresentare un’occasione per stabilire un patto formativo tra la scuola e la famiglia e un’opportunità per l’intera classe di approfondire nuove metodologie didattiche .
Il PDP non può essere :  Un elenco delle cose che l’alunno non sa fare  La sintesi della valutazione diagnostica  Una griglia di valutazione  Fisso e immutabile La scuola mette a disposizione dei C. di C. un modello di stesura del PDP che potrà subire modifiche e/o variazioni che si riterranno opportune al fine di migliorarne l’efficacia e la fruibilità .
Valorizzazione delle risorse esistenti
Ogni intervento sarà realizzato partendo dalle risorse e dalle competenze presenti nella scuola:
-Valorizzazione dei docenti di sostegno della scuola;
-Ottimizzazione del supporto degli educatori messi a disposizione dei Servizi Sociali del Territorio;
-Ottimizzazione degli spazi, delle strutture, dei materiali della Scuola.
Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive utilizzabili per la realizzazione dei progetti di Inclusione
La scuola utilizza per l’inclusione scolastica le seguenti risorse aggiuntive:
-Progetto Tutti a Iscol@ - Regione Sardegna
-Progetti d’Istituto.
Attenzione dedicata alle fasi di transizione che scandiscono l’ingresso nel sistema scolastico, la continuità tra i diversi ordini di scuola e il successivo inserimento lavorativo
Viene curato, in particolare, con incontri appositi il nuovo ingresso degli alunni in situazione di handicap, DSA. Verrà data maggiore attenzione anche ai nuovi ingressi BES, certificati e non, anche attraverso la stesura di un protocollo con le scuole di provenienza che è in via di stesura.Commissione orientamento, accoglienza e obbligo di istruzione
 accompagnamento dei ragazzi in ingresso;
 inserimento di alunni nel mondo del lavoro attraverso attività di alternanza scuola/lavoro orientamento professionale attraverso stage.
Approvato dal Gruppo di Lavoro per l’Inclusione in data 31.05.2018
Deliberato dal Collegio dei Docenti in data 15/06/2018.
Il Dirigente Scolastico
Rosella Uda

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